Statement

… i miei occhi finalmente si aprirono ed io capii veramente la Natura; imparai al tempo stesso ad amarla!

(Oscar-Claude Monet)

Sono originaria di Capri e vivo a Roma. La mia pittura nasce da un’intuizione visiva: un colore che affiora tra le foglie, la luce che scivola sull’acqua, una vibrazione nell’aria. La natura è la mia fonte di ispirazione, ma non cerco di riprodurla in modo realistico: attraverso il mio linguaggio pittorico, rappresento le emozioni che suscita in me.

La mia pittura è astratta e trae nutrimento dalla mia esperienza personale: dai paesaggi interiorizzati durante l’infanzia, dai colori intensi del Mediterraneo, dalla quiete e dalla forza che solo la natura sa trasmettere. Non cerco di rappresentare ciò che vedo, ma di restituire ciò che sento, trasformando sensazioni in materia pittorica.
Uso principalmente la pittura an olio, stendendo velature, creando stratificazioni, alternando pennellate delicate a gesti più forti e decisi.

La mia ricerca si muove in risonanza con l’astrattismo lirico, per l’importanza che attribuisco al colore come veicolo di emozione. Allo stesso tempo, sento affinità con l’Impressionismo, in particolare con Monet e Van Gogh, per la forza evocativa della luce, delle atmosfere e del colore. L’approccio gestuale e istintivo di Pollock ha inoltre influenzato il mio modo di dipingere, come espressione diretta dell’interiorità.

L’elemento chiave del mio linguaggio è il colore: attraverso variazioni tonali, sfumature e contrasti, cerco di creare spazi visivi che accompagnino chi guarda in un’esperienza interiore. Voglio che le mie opere offrano un momento di sospensione, in cui ciascuno possa rallentare e ascoltarsi.

Credo che questo accada perché il mio linguaggio visivo non è narrativo ma evocativo: il colore non descrive, ma suggerisce. Le variazioni tonali, le sfumature fluide, l’alternanza tra pennellate leggere e gesti decisi creano un ritmo interiore, simile a quello delle emozioni che ci abitano.
L’assenza di forme definite apre uno spazio personale: non c’è un significato da decifrare, ma un luogo da esplorare. È lì che può avvenire una catarsi — un riconoscimento silenzioso, un momento di pace, una possibilità di rinascita.